Un parcheggio può fare più di una cosa
Il parcheggio di via Canale oggi serve solo a parcheggiare. Potrebbe fare molto di più.
In breve
La proposta è di coprire con pensiline fotovoltaiche circa settanta stalli del parcheggio di via Canale, aggiungere sei punti di ricarica per le auto elettriche e un'area con ricarica gratuita e sharing di bici e monopattini. L'energia serve prima di tutto al parcheggio e il surplus va agli uffici di Palazzo di Città.
- 180 kWp
- potenza fotovoltaica stimata
- 250.000 kWh
- prodotti in un anno, quanto consumano circa novanta famiglie
- 6
- punti di ricarica per auto elettriche, con l'area predisposta per arrivare a dodici
- 11-12 anni
- per rientrare dell'investimento, su una vita utile di almeno venticinque
Stime indicative, da verificare con lo studio di fattibilità.
Come funziona oggi
Un parcheggio comunale, in quasi tutte le città italiane, funziona allo stesso modo. Il Comune lo asfalta, lo illumina, lo pulisce, lo ripara e ne paga i costi. In cambio ottiene una superficie dove le auto restano ferme per qualche ora.
Sopra quella superficie, per otto o nove ore al giorno, batte il sole. E quel sole non produce niente.
La proposta
Penso a pensiline fotovoltaiche su circa settanta stalli nella parte del parcheggio oltre il cavalcavia e a sei punti di ricarica per le auto elettriche. All'ingresso da via Canale ci sarebbe un'area con ricarica gratuita e sharing di bici e monopattini elettrici.
L'energia prodotta si usa prima di tutto qui, per le ricariche. Il surplus va agli uffici di Palazzo di Città, attraverso l'autoconsumo a distanza riconosciuto dal GSE. Il parcheggio resta un parcheggio, ma diventa anche una piccola centrale pubblica.
Per chi lascia l'auto in via Canale il cambiamento si vede subito. D'estate la ritrova all'ombra e, se è elettrica, la ritrova carica. Dal parcheggio si raggiungono a piedi il Comune e le strade del commercio.
Perché adesso
Oggi Nocera rispetta i limiti sulle polveri sottili. Dal 2030, con le nuove regole europee sulla qualità dell'aria, rimanere nei limiti diventerebbe più complicato. E il traffico del centro è una delle cause.
Perché è una scelta politica
La transizione non può essere un lusso per chi si può permettere un veicolo elettrico. Se la guida il pubblico, conviene a tutti.
Il primo passo
Prima di pensare a un'opera serve uno studio di fattibilità. Serve ad arrivare pronti ai bandi regionali ed europei e a scegliere un modello di gestione che stia in piedi economicamente. Le stime dello studio preliminare indicano un investimento tra 404.000 e 576.000 euro, IVA esclusa, a seconda del modello scelto.
Prima si studia. Poi ci si confronta. Quindi si decide, insieme.
Tu cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti al post.
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