Perché mi candido
Me lo chiedono in tanti. La domanda è giusta. Perché tornare adesso?
Per anni ho scritto, discusso e organizzato restando un passo fuori dalle istituzioni. La risposta è semplice da dire e meno semplice da vivere.
La mia generazione ha un debito verso questa città. Siamo stati l'ultima generazione che ha vissuto Nocera fino in fondo e senza steccati, nelle società sportive, nelle sezioni, nelle associazioni, nelle piazze. Poi ci siamo ritirati.
Io per primo. E ho sbagliato.
Per troppo tempo ho avuto ragione da fuori. Avere ragione da fuori fa sentire a posto, però non sposta un'auto dal centro, non apre un servizio, non rimette in moto un quartiere. La città resta dov'era.
C'è poi una responsabilità che pesa più delle altre, quella verso i nostri figli. Vivono tempi difficili e meritano di guardare al futuro con più fiducia di quanta ne abbiamo saputo trasmettere finora.
Per questo mi candido al Consiglio comunale. È lì che si lavora sulle cose, una delibera alla volta. Voglio metterci le competenze e l'esperienza che ho maturato, con la determinazione che questi tempi impongono e senza spocchia. Non chiedo niente in cambio.
Non prometto risultati che nessuno può garantire. Prometto quello che dipende da me, cioè impegno ogni giorno, presenza continua e ascolto vero prima di ogni decisione.
Le proposte di Nocera Futura sono il mio modo di cominciare. Ognuna parte da un luogo preciso della città e si discute prima di essere decisa.
Nocera ci ha dato tutto. Ora tocca a noi.